martedì 22 novembre 2016

Celebrity Birthday: Scarlett Johansson

Oggi è il compleanno della brava attrice Scarlett Johannsson, nata a New York nel 1984. Auguri! Per celebrare l'evento, oggi parlo del film "Under the Skin" (2013) dove lei è la protagonista.

Il film ha ricevuto ogni sorta di giudizio, dal capolavoro assoluto alla tavanata galattica, passando per 50 sfumature intermedie.

Una sera, tempo fa, mi sono addormentata sul divano. Credo fossi come nei manga giapponesi, con la bolla al naso. All'improvviso mi son svegliata e in tv stavano dando questo film, di cui io non avevo mai sentito parlare.

Il film era già iniziato e non capivo bene cosa stesse succedendo ma sono subito stata catturata dalle immagini. Ho guardato un po' e poi sono andata a dormire decidendo di guardare il film dall'inizio, alla prima occasione.

Le immagini del film hanno continuato a tornarmi in mente nei giorni successivi e ho iniziato a pormi le prime domande sul film, perché, se c'è una cosa che bisogna fare con questo film, è chiedersi cosa significa.

Ad ogni modo, dopo qualche giorno ho guardato il film per intero e per diverso tempo ho poi continuato a pensare a questa opera così insolita.

Di cosa parla questo film? Bella domanda. Scarlett Johansson interpreta una misteriosa ragazza che gira per la Scozia guidando un furgone. Mentre guida, osserva attentamente quanto la circonda. Ogni tanto va in qualche negozio, fa acquisti.

La cosa che la interessa di più sono però gli uomini. Di tanto in tanto abborda qualcuno e lo invita in una casa fatiscente. Non è che faccia molta difficoltà a farsi seguire, eh. A questi uomini non pare vero che una così bella ragazza si mostri così disponibile. Forse avrebbero dovuto immaginare che c'era qualcosa di strano sotto. Ma si sa, ci sono momenti in cui non si ragiona proprio con la testa.

La ragazza al volante
In questa casa fatiscente c'è una strana stanza tutta nera, con un pavimento nero riflettente. Più che stanza, sembra uno spazio vuoto senza confini. La ragazza inizia a spogliarsi mentre l'uomo di turno avanza affascinato verso di lei, sprofondando a ogni passo in un misterioso liquido nero. Inutile dire che dal liquido non emergerà più.

Diversi uomini vanno a finire male fino a che la ragazza non incontra un uomo diverso da tutti gli altri. Questo uomo ha una caratteristica immediatamente visibile allo spettatore ma di cui lei non si accorge subito. Quando capisce in cosa questo uomo è diverso, in lei avviene un cambiamento. Smette di uccidere e inizia a fare delle esperienze di vario tipo. Il resto lo lascio allo spettatore.

Molte persone hanno criticato questo film per via della lentezza e della ripetitività. In parte è vero, il film non è certo pieno di azione e nemmeno i dialoghi sono serrati: se si dovesse trascriverli occuperebbero due pagine circa. Ed è anche vero che certe situazioni sono ripetute. Forse i giudizi negativi sono dovuti anche a un mancato soddisfacimento delle aspettative. Come se io andassi al ristorante, ordinassi una pizza e invece della pizza mi arriva un tiramisù. Che è anche buono lui, ma io avevo settato le papille gustative sulla pizza e non riesco ad apprezzare il dolce come si deve.

Questo film deve, secondo me, essere visto abbandonando i preconcetti, in totale rilassatezza e concentrazione, senza distrazioni da parte di cellulari o tablet. Bisogna provare a lasciarsi trasportare dal ritmo con cui scorrono le immagini e tentare di immedesimarsi nella protagonista e nella sua evoluzione. Le immagini sono in prevalenza iperrealistiche con qualche effetto da cinema sperimentale. Le sequenze nella camera nera sono invece più oniriche e, complice il motivo musicale che si sente solo in quelle scene, l'effetto è veramente ipnotico.

Il film non dà molte spiegazioni. Alla fine c'è un indizio sulla provenienza della ragazza ma non viene mai spiegato il perché lei uccida gli uomini. Si possono fare delle supposizioni, d'altronde ci sono molti motivi per cui in genere la violenza viene compiuta: crudeltà, indifferenza, paura, vendetta e la lista potrebbe continuare. Quanto è diverso da lei l'ultimo uomo che la ragazza incontra?

Invito caldamente a vedere questo film e a trarre le proprie considerazioni; da parte mia, credo che il significato pregnante di questa storia sia che la violenza continuerà a esistere fintanto che mancherà una vera e piena comprensione dei danni che essa provoca.



domenica 20 novembre 2016

Cocktail

Anni '80. Per me sono gli anni in cui ho iniziato a vedere i film e i telefilm e ad andare al cinema. Anni in cui guardavo i video musicali nelle reti televisive che davano solo video e nient'altro. Anni che mi suscitano una sorta di nostalgia.

Quando oggigiorno riguardo un film anni '80 che avevo visto all'epoca, l'effetto amarcord c'è. Sono in genere molto attratta dai film di quel periodo, anche da film che non ho mai visto.

Nella locandina italiana la frase lancio è:
"Per tutti i gusti" .. Basta che non sia
"Tutti gusti + 1" alla Harry Potter..
Un cocktail gusto caccola non mi piacerebbe
Il film di cui parlo oggi è "Cocktail", anno 1988. Film che aveva avuto un discreto successo, probabilmente per la presenza di Tom Cruise, reduce dal successo planetario di "Top Gun". Quando l'han dato in tv ho pensato che non me lo potevo perdere; "chissà che gran filmone è", mi son detta. Sì, vabbè.

Dopo i gradevoli titoli di testa in stile neon di insegna luminosa, vediamo il giovane Brian Flanagan salire rocambolescamente su un pullman diretto a New York. Si vede subito che Brian è un tipo che sa il fatto suo: durante il viaggio non perde tempo a guardare fuori dal finestrino. No, Brian legge il manuale "Come fare un milione di dollari".

Arrivato a New York, va a trovare uno zio (tirchio) proprietario di un bar e gli dice subito che il suo piano è fare un mucchio di soldi. Lui non perderà tempo con le fidanzate, PFUI al matrimonio, la grana è il suo unico obiettivo.

Si mette un completo giacca e cravatta e inizia a battere tutte le più quotate agenzie pubblicitarie e finanziarie di Manhattan, dicendosi disposto a fare qualsiasi cosa pur di arrivare in cima, di sfondare, di far successo.

Praticamente, il personaggio di Brian Flanagan sembrerebbe essere una specie di nipotino del Gordon Gekko di Wall Street; lo definiriei un aspirante yuppie. D'altronde, gli yuppie sono una delle caratteristiche degli anni '80. Come scrive Beppe Severgnini nel suo divertente e consigliato "Un italiano in America": "La leggenda descrive gli yuppie come sessualmente rapaci, lavoratori accaniti, carrieristi spietati". Vengono in mente un po' di personaggi che corrispondono alla descrizione.

Comunque, nei grandi grattacieli di Manhattan, il nostro Brian non ha molta fortuna; tutti quanti gli rispondono picche: per far carriera non basta aver studiato il manuale "Come fare un milione di dollari", bisogna avere la laurea.

Più che sentirsi yuppie,
Brian si sente Yuppi Du
Brian è un po' demoralizzato ma non si arrende. Corre subito a iscriversi all'università e per mantenersi trova lavoro in un bar. All'inizio il lavoro è duro, trovarsi dietro il bancone con 200 persone assetate che contemporaneamente chiedono cose tipo "Scoiattolo Rosa" o "Martello di Velluto" non è facile. Poi lui non sa neanche come si fa il Cuba Libre figuriamoci il Ding-a-ling.

Comunque siccome Brian impara presto e soprattutto piace alle ragazze, il lavoro inizia ad andare alla grande. Certo, lui ha sempre come obiettivo principale diventare un top della finanza ma è faticoso lavorare fino a tardi e il giorno dopo andare a lezione all'università, studiando e facendo tesine. Ben presto infatti, dopo che un professore lo ha beccato un paio di volte a dormire in classe e dopo che Brian ha insultato il medesimo professore, la carriera universitaria ha termine.

Il lavoro di barman, che doveva essere solo temporaneo, si rivela invece fonte di grande soddisfazione. Il bar attira milioni di persone perchè Brian e il suo collega/capo/mentore non sono baristi qualsiasi, essi sono dei flair bartender, dei baristi acrobatici. Questa caratteristica era messa molto in evidenza durante il lancio del film ed è stato proprio il film a rendere popolari questi barman che intrattengono i clienti e preparano i cocktail manipolando in maniera spettacolare shaker, bicchieri, bottiglie e quant'altro. Mi spingo a dire che questa giocoleria baristica è l'unico tratto distintivo in questo altrimenti anonimo film.

venerdì 18 novembre 2016

Vintage horror + La maschera di cera

Il genere horror è uno dei generi filmici più visitati; in pratica esiste sin dalla nascita del cinema e ha spesso attinto abbondantemente alla letteratura gotica specialmente anglosassone.
Nei film horror si sono visti ogni sorta di personaggi: da killer di vario genere a scienziati pazzi dediti ai più bislacchi e pericolosi esperimenti; creature fantastiche di ogni sorta: vampiri, zombi, fantasmi, donne serpente, uomini talpa, mostri acquatici, gorilla giganti, mummie, yeti. La lista potrebbe continuare.

Film con lumaconi giganti
Molti horror, soprattutto del passato, sono di atmosfera, cioè non si vedono immagini truculente. Dalla metà degli anni '30 fino alla metà degli anni '60 circa, negli USA, era in vigore un codice, impropriamente chiamato "Codice Hays", che stabiliva esattamente cosa potesse o non potesse essere mostrato e rappresentato nei film. Le cose "gruesome", raccapriccianti, si dovevano vedere il meno possibile e, molto spesso, meno si vede e più sale la tensione.

Personalmente mi piacciono molto i vecchi film horror, c'è la tensione ma la maggior parte delle volte è di tipo fanciullesco; quella di quando si è bambini e si vuole sentire la storia di paura perchè c'è una sottile piacevolezza nell'essere spaventati, in particolare quando si sa che la storia poi va a finire bene. E poi non mi piacciono i film splatter, non mi piace la violenza.

Sono fantastiche poi le locandine di questi horror vintage, con le loro suggestive frasi lancio. Si va da quelle più generiche:

"SORPRENDENTE! INCREDIBILE! FORMIDABILE!"
"NUOVI BRIVIDI! NUOVO TERRORE!"
"UNA NUOVA PERCEZIONE DELL'ORRORE!"
"UN ELETTRIZZANTE MISTERO DI UN KILLER SOPRANNATURALE!" 
"TERRORE TUTTO NUOVO!"
"AL MASSIMO DEL TERRORE!" 

a quelle che accennano al genere di orrore che ci sarà nel film:

"MEZZO UOMO! MEZZO MOSTRO!"
"La trappola più mortale del mondo!"
"Come un'oscura minaccia emerge dai corridoi del tempo"
"Mostri terrificanti di un'età perduta!"
"Ipnotizzata! Reincarnata come mostro dall'inferno"
"Il terrore regna quando il gigante della giungla si libera!"
"Un terrore strisciante venuto dalla profondità dell'ignoto" 
"UN'ORDA ORRORIFICA DI MOSTRI MUTANTI CAMMINA SULLA TERRA!" 
"Quando la  campana batte mezzanotte...i lupi mannari si aggirano sulla terra!"

Ci sono quelli con uno slogan così lungo che ancora un po' raccontano tutta la storia:

"Lo spaventoso incubo di un uomo che si ritrova con delle mani che non può controllare!"
"ATTENTI ALL'OCCHIO! Il suo potere ipnotico trasforma i corpi umani in robot!"
"Era marchiata con una maledizione di coloro che si muovono furtivi, corteggiano e uccidono di notte!" 
"Il terrore striscia dai bordi della paura al pozzo del panico e l'orrore si aggiunge alla suspence mentre il male lo immerge nel..TORMENTO NERO"
"Uscito da una vecchia tomba di faraone, il mostro dei mostri perseguita con un desiderio di vendetta e una sete di terrore!"
"Qual è lo strano, terrificante e malvagio segreto del pupazzo e perchè è chuso in gabbia ogni notte?" 
"Attenzione ai Triffids...essi crescono...sanno...camminano...parlano...perseguitano...e UCCIDONO!" 
"Dopo i fuochi di Ade e le uccisioni frenetiche delle bestie feroci, è rimasto solo il veleno della MALEDIZIONE DELLA STREGA"
"Alberi carnivori divoratutto che si muovono sulle loro radici! Un incubo che diventa realtà...mostri terrificanti che sputano acido si moltiplicano a milioni per cremare la razza umana"

Al leggere queste frasi lancio, non vi viene voglia di guardare questi film?A me sì.
Ci sono quelli un po' maliziosi:

"Primitivo! Appassionato! Essere l'amante...e la moglie di un gorilla!"
"Barnabas Collins, vampiro,  prende moglie in un atto bizzarro di innaturale lussuria"
"Gli amanti al beach party fanno 'hey! hey!' al chiaro di luna mentre il mostro spia nell'ombra!" (mostro guardone)
"Minacciava le donne con strani desideri" (minacciare coi desideri è una cosa che non ho mai sentito)
"Gangster killer incontrano spogliarelliste omicide! Solo per adulti"
"La donna pantera adescava gli uomini...solo per distruggerli anima e corpo" (locandina con donna discinta)

 
Non mancano tocchi di humour nero:

"GRATIS! Vi promettiamo di seppellirvi senza farvi pagare se morite di paura durante la visione!"
"Portate il vostro tranquillante!"
"La direzione non è responsabile se avete delle crisi di nervi!"
"NON GUARDATE QUESTO FILM! A meno che non riusciate a sopportare lo straordinario shock emozionale!"
"GUARDATELO CON QUALCUNO DI CORAGGIOSO!" 
"Vi incoraggiamo a non andare in panico e a non scappare dalla sedia"
"La direzione si riserva il diritto di accendere le luci se il pubblico dovesse diventare troppo emozionalmente disturbato" 
"TRIPLO DISTILLATO DI ORRORE...potente come una tinozza di acido bollente"

Oppure ci sono slogan comparativi:

"Più spaventoso di FRANKENSTEIN! Più terrificante di DRACULA!" 
"Più mortale di DRACULA! Più selvaggio del LUPO MANNARO! Più spaventoso di FRANKENSTEIN!"
"Ogni orrore che avete visto sullo schermo impallidisce davanti all'orrore dello Scorpione Nero!"
"Migliore di 'The Unholy Three'" (film di qualche anno precedente)

Molti film erano girati a colori anche in anni in cui c'erano ancora parecchi film in bianco e nero e il poster lo sottolineava:

"Orrore Orrido a Colori Vividi!" 
"IN DIABOLICOLOR" 
"Più disgustoso che mai in SANGUE COLOR!"

Inoltre, per contrastare il successo sempre crescente della televisione, si cercava di produrre pellicole con caratteristiche particolari, come ad esempio il 3D:

"I brividi scioccanti del sensazionale romanzo di suspense saltano fuori dallo schermo in...3DIMENSIONI!"
"BRIVIDI IN 3D"
"ESCE DALLO SCHERMO DIRETTAMENTE SU DI VOI!" 
"L'ultima dimensione del terrore"

C'era un film, The Mask, che era parzialmente in 3D. Sulla locandina si leggeva:

"Questa è la maschera! Vi verrà data quando entrerete nel cinema. Vi verrà detto quando guardarci attarverso. Quando lo farete diventerete parte del cervello fumante di desiderio di un mostruoso genio di insanità. Vivrete con i morti viventi. Vedrete quello che nessuna persona vivente ha mai conosciuto"

E in generale venivano usati ogni sorta di espedienti, più o meno criptici, per attirare il pubblico:

"Filmato in Psycho-Rama modifica-mente" (contenente immagini subliminali quali facce demoniache, teschi ecc)
"Mettete qua l'orecchio e imparerete il segreto che vi salva la vita!" (c'era forse un mini dispositivo dietro il poster che faceva sentire qualche misteriosa frase?)
"Filmato in TERRORAMA"
"A nessuno è permesso entrare o uscire durante gli ultimi 13 devastanti minuti!"  

C'erano gli avvisi per quando la faccenda si faceva troppo spaventosa:

"Un film con così tante scene terrificanti che è stato ideato un sistema audio visivo integrato di avviso" (dei segnalatori visivi e acustici avvisavano quando stava per arrivare il momento di massimo terrore, in caso gli spettatori volessero chiudere gli occhi)
"Così terrificante che un sistema d'allarme a campana è stato installato per la protezione pubblica!" 
"SPECIALE BREAK SPAVENTO! Ci sarà uno speciale BREAK SPAVENTO durante la proiezione. Quelli che sono troppo timidi per sopportare il culmine della tensione sono i benvenuti all'ANGOLO DEI CODARDI!"

Poster con pubblicizzato il rilascio di un certificato
assicurativo che veniva dato in regalo agli spettatori
Questa ultima frase era sulla locandina di un film il cui regista era William Castle il quale inventava ogni sorta di trovata per pubblicizzare e rendere popolari i suoi film. Allestiva davvero l'angolo dei codardi in qualche cinema, con tanto di finte infermiere che misuravano la pressione. Presumibilmente ingaggiava anche qualcuno che andasse sul serio all'angolo. Oppure, nei momenti cruciali della proiezione, faceva fluttuare nelle sale scheletri con occhi rossi. Ingaggiava urlatori e gente che sveniva. Faceva installare dispositivi nelle sedie che emettevano suoni nei momenti di massima tensione. Oppure se si usciva dal cinema entro 45 secondi dal Break Spavento si poteva chiedere il rimborso del biglietto (e ogni spettacolo aveva un biglietto di colore diverso perchè c'era qualcuno che guardava il film per intero, poi guardava lo spettacolo successivo e usciva al Break Spavento e pretendeva il rimborso; con i biglietti di diverso colore la cosa non era possibile). Oppure veniva consegnato agli spettattori un certificato assicurativo del valore di 1000 dollari in caso morissero durante la visione del film.
Oppure venivano consegnati agli spettatori dei cartoncini che si illuminavano al buio per far loro scegliere tra due finali. Veniva pubblicizzato con:

"L'unico film con il SONDAGGIO DI PUNIZIONE"

Poi c'erano film con titoli della serie "non so che titolo mettere":

"Mostri a go-go" (considerato uno dei film più brutti di tutti i tempi)
"Le ragazze della spiaggia e il mostro" (che è un horror ma anche un film beach party!)
"La bestia con 5 dita" (5...non mi sembra un numero così strano per delle dita, fossero state 7, 12 o 3)
"Il mio mondo muore urlando" (non bastano i personaggi a urlare, addirittura tutto il mondo)
"Il mostro cammina" (è vero che i mostri potrebbero anche strisciare o volare, ma camminare mi sembra il minimo, anche per un mostro)
"Il mostro pazzo" (anche qua non si brilla in originalità) 
"La guerra dei satelliti" (sembra una lotta tra Sky, Mediaset Premium e Tivusat) 
"Un'ombra nel buio" (ma se è buio, che ombra deve esserci? Il titolo è quello della versione italiana perchè in originale è diverso) 
"Dogs - Questo cane uccide" (ma quanti sono sti cani? uno o più?)
"Il manichino assassino" (già la parola 'manichino' in un film horror mi sembra poco d'effetto, con la rima poi. Un titolo così si può trovare solo in una puntata di Halloween dei Simpson. L'originale era "Terror in the wax museum", per cui i manichini c'entrano come i cavoli a merenda.)
"7 per l'infinito contro i mostri spaziali" (eh? ma che titolo è?)
 

Locandine abbastanza camp. Il tema dominante è la ragazza ghermita dal mostro.
L'ultima è decisamente casereccia.

Poi c'erano i crossover, cioè film in cui c'erano mostri diversi. Così come in tempi recenti abbiamo film tipo "Megashark vs Giant Octopus" o "Superman vs Batman", anche allora c'erano film dove il mostro di Frankenstein combatteva contro l'Uomo Lupo o contro Dracula, oppure film in cui c'erano tutti e tre assieme. Oppure c'erano strani mix come Dracula contro Billy The Kid. Per non parlare di Jesse James che doveva combattere addirittura contro la figlia di Frankenstein.
E questo ci fa vedere come ci fossero questi filoni genealogici: "Il Figlio di Frankenstein", "La Moglie di Frankenstein", "Dracula e Figlio", "Il figlio di Dracula", "La figlia di Dracula". Anche il dottor Jekyll ha sia un figlio che una figlia. Ne "L'esperimento del dottor K", lo scienziato protagonista mescola i suoi atomi con quelli di una mosca; ne "Il ritorno del dottor K", suo figlio fa la stessa cosa.  Non so come trovino il tempo di essere così prolifici questi personaggi.

Questo è l'originale; i successivi
ultraremake non sono all'altezza
Avendo messo l'accento sugli aspetti meno seri di questo filone cinematografico, non vorrei dare l'impressione che non ci siano film molto belli e degni di nota. Cito ad esempio "L'invasione degli ultracorpi" di atmosfera cupissima e con un significato che va ben oltre quello degli alieni invasori, "La mummia" (1932) dove si vede come è possibile fare un film horror inquietante senza nessun effetto speciale, "L'esperimento del dottor K." (in originale "The Fly") dove l'orrore nasce in un contesto tranquillo e l'angoscia dello spettatore aumenta via via insieme a quella dei protagonisti, "Radiazione BX: distruzione uomo" (titolo italiano cretino di "The Incredible Shrinking Man") film splendido dove i sentimenti del protagonista sono così ben espressi che non si può rimanere indifferenti. Poi "Frankenstein" (1931), "Dr Cyclops" eccetera. Smetto perchè non mi piace fare troppe liste, semmai tornerò specificatamente sui singoli film.
In definitiva i migliori film horror sono quelli in cui i protagonisti non sono delle macchiette senza sentimenti, personaggi che fanno sempre la cosa che non dovrebbero fare, tipo andare nelle cantine al buio o quando sentono un rumore sospetto andare proprio lì disarmati farfugliando:"Chi c'è lì?".



C'erano poi degli attori ricorrenti, specialisti di queste pellicole:  
Boris Karloff,  icona per eccellenza del mostro di Frankenstein ma anche indimenticabile e inquietante mummia.

E chi dorme la notte?
  
Bela Lugosi, uno dei primi e più famosi Dracula; ha recitato in dozzine di film horror, interpretando anche un personaggio chiamato Igor in un paio di film di Frankenstein (questo personaggio però non è il solito assistente gobbo del barone) e una volta addirittura proprio il mostro.
Christopher Lee, anche lui, oltre ad aver fatto molti film horror e non solo, è stato un famoso e apprezzatissimo Dracula. Ed è anche l'attore che lo ha interpretato più volte.

Lugosi e Lee, fratelli di sangue

Lon Chaney padre e figlio, il primo famoso per aver fatto il gobbo Quasimodo e il fantasma ne:"Il fantasma dell'opera" anche se la sua vasta filmografia non era molto orrorifica, mentre il secondo era uno specialista del genere avendo interpretato diverse volte il licantropo, la mummia, il mostro di Frankenstein, perfino Dracula.

Di padre in figlio - forse sono più spaventosi i mascheramenti del padre (i primi due).
Il secondo travestimento, un vampiro, mi ricorda il Pinguino di Danny De Vito.
Frankenstein invece non mi convince molto, sembra un politico che si è addormentato nel lettino abbronzante.
   
Peter Cushing, altro grande habituè del genere horrorifico, ha interpretato diverse volte il barone Frankenstein e Van Helsing e ha lavorato in molti film con il suo amico Christopher Lee.

Ecco il nostro alle prese con alambicchi e con paletti di frassino

John Carradine, patriarca della dinastia dei Carradine, anche nella sua filmografia composta da milioni di film, si trovano parecchi horror e anche lui manco a dirlo è stato Dracula. C'è qualcuno che non ha fatto Dracula?
Barbara Steele, la regina dell'horror soprattutto all'italiana. Negli anni '60 c'erano grandi registi horror quali Mario Bava e Antonio Margheriti e la Steele appariva molto spesso.

Si dovrebbe riconoscere chi è Carradine e chi la Steele

E da ultimo, come si fa nei titoli di testa dei film quando si mette in fondo il nome leggendario, abbiamo il grande Vincent Price! Ecco, lui non ha mai fatto Dracula, anzi ha più volte rifiutato il ruolo ritenendo di non poter apportare niente di nuovo al personaggio. Ha però interpretato un vampiro in un episodio di una vecchia serie tv western "I forti di forte coraggio".
Vincent Price interpretava solitamente personaggi più o meno malvagi, più più che meno, e ha fatto diversi film tratti da racconti di Edgar Allan Poe.

Vincent Price e il suo sguardo penetrante

Ed è proprio di un film con Vincent Price che ora mi accingo a parlare. Trattasi de "La maschera di cera" ("House of Wax" - 1953). Il film è a colori e in 3D.

Anche qui abbiamo un grande richiamo per la tecnologia usata.
Sulla prima riga leggiamo:
"Il primo lungometraggio in 3D prodotto da una major"
In realtà non sembrerebbe essere proprio il primo, è stato il primo film 3D con audio stereofonico. 
Poi leggiamo ancora:
"LA PELLICOLA PIU' SORPRENDENTE DA QUANDO E' INIZIATO IL CINEMA! L'INCREDIBILE FILM WARNER BROS IN NATURAL VISION"
Il Natural Vision era un tipo di tecnologia 3D.
Poi ancora sotto:
"Il mezzo uomo, mezzo mostro che ha perseguitato una città in preda al panico per le bellezze che bramava per la sua camera degli orrori!"
E ancora sotto, scritto con effetto prospettiva:
"ESCE DALLO SCHERMO DIRETTAMENTE SU DI VOI!"

Ho visto il film in 2D, non avendo altro modo per vederlo, tuttavia non me ne dispiaccio. Non ho una grande passione per la tecnologia 3D, non mi fa sentire più partecipe alla storia di quanto già non faccia il 2D. Inoltre, portando già di mio gli occhiali, doverne mettere un paio sopra l'altro è una scocciatura.

La storia parla di un artista scultore che passa il suo tempo a fare statue di cera incredibilmente realistiche. In particolare, è la statua raffigurante Maria Antonietta a rappresentare il pezzo forte di tutta la sua produzione. Lo scultore è così preso preso dalle sue opere da fare addirittura conversazioni con loro. Nella sua testa evidentemente, esse gli rispondono; sono più educate del Mosè di Michelangelo il quale, non ottenendo risposta dalla sua creazione, gli lanciò il martello sul ginocchio dicendogli:"Perchè non parli?".

Il Mosè aveva forse bisogno di un otorino,
non sentiva Michelangelo che gli parlava.
Di sicuro, dopo la martellata, avrebbe avuto
bisogno di un ortopedico.
Lo scultore però, come quasi tutti gli artisti, non ha un gran senso per gli affari. Il suo socio invece ne ha eccome e ritiene che il business non stia andando bene: troppa poca gente pagante viene ad ammirare le statue. Perchè lo scultore non fa delle opere più sensazionali? Più horror? Il socio sa che il pubblico è attratto dalle cose che fanno leva su sesso, violenza, potere, gossip. E' sempre stato così, non solo adesso, nell'epoca dell'Isola dei famosi e del Grande Fratello.

Ma lo scultore rifiuta sdegnato, lui è un artista, non può abbassarsi a fare cose così squallide. Inoltre, sta per arrivare lì in laboratorio un tizio interessato a rilevare la quota del socio; infatti questo tizio, un signore ben distinto, viene a vedere le statue ed è entusiasta. Questo tizio distinto annuncia di dover andare in Egitto per 3 mesi e quando tornerà riparleranno di affari.

Il socio, quando sente sta cosa, inizia a lamentarsi, a dire che lui non può aspettare 3 mesi, magari il gentiluomo cambia idea, non rileva più la sua quota; insomma 'sto socio vuole i soldi subito. Propone allo scultore un affare: bruciare tutto il laboratorio e incassare i soldi dell'assicurazione.

Lo scultore, se alla proposta di fare statue horror si era indignato, figurarsi ora! Le sue statue non si toccano! Maria Antonietta poi. "LE MIE STATUE SONO VIVE!". Ma non finisce nemmeno di dire la "E" della parola "VIVE", che l'altro ha già acceso un fiammifero e con quello sta dando fuoco a tutto quanto. Io con l'accendino devo bruciare mezza scatola di Diavolina prima di poter accendere un fuoco, mentre nei film con un solo fiammifero riescono ad appiccare incendi che Nerone in confronto è un dilettante.

Sorpreso com'è dalla repentinità con cui si svolge l'azione, lo scultore ci mette qualche secondo di troppo a reagire e ormai l'incendio è al punto di non ritorno. Statua dopo statua le opere si sciolgono e la scena è abbastanza inquientante. Gli occhi che cadono dalle orbite e l'effetto dello scioglimento in generale mi ricordano molto la scena finale de "I predatori dell'arca perduta", quando viene aperta l'arca. E in effetti, per quel film, sono stati usati degli espedienti molto simili. Comunque, non divaghiamo, in mezzo a tutto questo sfacelo, scultore e socio se le danno di santa ragione e ad avere la meglio è il socio che mette lo scultore KO, se la svigna e lascia l'artista al suo fatale destino.

L'azione si sposta in avanti di qualche mese e si viene a scoprire che lo scultore non è morto tra le fiamme. E' riuscito a salvarsi ma è costretto a muoversi su una sedia a rotelle e ha anche perso l'uso delle mani, non del tutto ma quanto basta per non poter più scolpire. Ha però ingaggiato due aiutanti. Uno è Charles Bronson da giovane e senza i suoi famosi baffi mentre l'altro ricorda vagamente Javier Bardem. Grazie a questi aiutanti, lo scultore ha creato di nuovo tutte le statue e ha aperto un nuovo museo con tanto di camera degli orrori. Ebbene sì, ha deciso che dopo tutto era una buona idea rappresentare cose tipo l'assassinio di Abramo Lincoln, oppure azionare una ghigliottina facendo rotolare una testa ai piedi del pubblico pagante e delle donne impressionabili. Le visitatrici, oltre a essere impressionabili, sono anche maliziose. Non si potrebbe definirle altrimenti: osservando la scena dell'assassinio del rivoluzionario Marat, ucciso con una coltellata mentre era nella vasca da bagno, queste donne ridacchiano e sbirciano nella vasca tentando di vedere le parti intime della statua dell'assassinato!

All'ingresso del museo c'è un imbonitore che attira la folla e contemporaneamente fa rimbalzare delle palle legate con un elastico a delle racchette da ping pong. Ci sono diverse scene con questo imbonitore e io mi chiedevo:"ma perchè insistono tanto nel mostrare questo personaggio?". Solo dopo mi sono ricordata che il film era in 3D e tutto questo rimbalzamento di palle verso lo spettatore era uno sfoggio di tecnologia tridimensionale. Mi immagino il divertimento dello spettatore e nel contempo penso che, sessant'anni dopo, il fastidioso effetto degli oggetti lanciati verso il pubblico è ancora uno dei più usati nei film in 3D.

Ma in tutto questo, il socio dello scultore è contento di come stanno andando le cose? No, non è contento perchè è stato ucciso da un misterioso individuo vestito di nero e con la faccia sfigurata. Questo misterioso personaggio sta compiendo una serie di delitti, ha ucciso infatti anche l'amichetta del socio (interpretata da Carolyn Jones - la Morticia della Famiglia Addams anni '60) e ha messo gli occhi anche sulla compagna di stanza di quest'ultima. Questa compagna di stanza, è alquanto spaventata perchè si è trovata a distanza ravvicinata con l'uomo sfigurato in ben due occasioni ma la cosa che la turba di più è il fatto che, visitando il museo delle cere, si è accorta che la statua raffigurante Giovanna d'Arco è identica alla sua amica defunta. Identica a tal punto da avere solo un orecchio forato per l'orecchino, proprio come la sua amica.

L'individuo sfigurato mi sembra Daniel Craig dopo una sessione di Face Off.
Non voglio certo implicare che Craig non sia affascinante,
anzi ho messo apposta una foto perchè è sempre piacevole vedere un bell'uomo.

Chi non sarebbe teso se fosse al posto della ragazza? Non certo il di lei fidanzato. Nel tentativo di distrarla, la porta in un night club con tanto di ragazze che ballano il can can e lui è molto più interessato alle ballerine che tridimensionalmente scalciano le gambe in faccia agli spettatori che non alle preoccupazioni della fidanzata. Tutto allegro e con gli occhi a forma di mutandoni le dice:"Goditi lo spettacolo".

Non racconto oltre la trama per non rovinare la visione e il colpo di scena che mi ricorda quello che ho visto in una puntata del mitico telefilm "Ai confini della realtà".

Film consigliato. Fatevi un tuffo negli anni '50, con i suoi caldi e brillanti colori, l'illuminazione dell'alto e la recitazione elegante degli attori.