mercoledì 5 aprile 2017

Collateral

Collateral
Cala la notte su Los Angeles e un tassista si aggira per le strade in cerca di clienti.

La prima passeggera è una bella avvocatessa che vuole essere portata in ufficio. Appena sale in macchina, lei fa la ganza e dice al tassista quali strade deve fare per arrivare a destinazione. Lui, però, dice che prenderà le superstrade perchè sono più veloci.

Lei allora ribatte che la strada che vuole fare lui si ingorga nei pressi dell'università (evidentemente teme che gli studenti, vista l'ora, escano tutti assieme come pipistrelli da una grotta). Lui dice che a quell'ora la superstrada è libera mentre è la strada che vuole fare lei a essere intasata.

Lei insiste, fa obiezioni, teme di essere fregata, ma lui ha sempre la risposta pronta e alla fine lei si convince e acconsente alla superstrada (anche perchè lui le promette di non farle pagare la corsa, nel caso che gli studenti-pipistrelli abbiano invaso tutte le corsie).

Lei qua è già mezza innamorata. Quando poi lui le attacca una bella musichetta in sottofondo, le parla del suo desiderio di aprire un'attività di viaggi da sogno in limousine, le fa qualche battuta e infine le regala una cartolina con un'isola esotica sopra, beh, a questo punto lei è cotta come una pera e prima di scendere gli dà il suo biglietto da visita.

Ho fatto su Google Maps una ricostruzione approssimativa della strada che avrebbe voluto fare lei e di quella effettivamente fatta.

Percorso proposto da lei, senza mai andare su superstrade

Percorso su superstrade, passando vicino ai pipi-studenti

Non si capisce perché lei volesse andare così tanto a nord e non prendere almeno la superstrada orizzontale a nord dell'università; in ogni caso, la strada proposta da lui, anche se di qualche miglio più lunga, risulta la più rapida di tutte.

Dopo questa digressione stradale, si entra nel vivo della vicenda. L'avvocatessa se ne va e sale in taxi un tizio che sembra un uomo d'affari con tanto di valigetta 24 ore. Questo tizio propone al tassista di lavorare per lui tutta la notte perché ha bisogno di essere scarrozzato in diversi posti di Los Angeles.

Il tassista è un po' titubante, ma accetta perchè ha bisogno di soldi per avviare questa sua attività dei viaggi in limousine. Bene, i due partono e arrivano alla tappa numero uno. Il tassista aspetta in strada mentre il tizio entra in un edificio a fare gli affari suoi.

Il tassista se ne sta tranquillo in macchina a mangiare un panino e a rimirare il depliant della Mercedes che ha intenzione di comprare, quand'ecco che sul taxi gli piomba dall'alto il cadavere di un uomo! Dopo un paio di minuti esce il tizio e il tassista capisce subito che è lui il responsabile di quanto è successo. E inizia la lunga notte del nostro taxi-driver...

Il film è veramente fatto bene, con i ritmi giusti: ci sono i momenti di calma, ci sono i momenti di tensione, ci sono i momenti di azione e tutti questi momenti sono ben dosati.

L'uomo con la 24 ore è interpretato da Tom Cruise mentre il tassista da Jamie Foxx. Cruise ha i capelli sale/pepe, completo un po' anni '90, si muove in maniera leggermente robotica e sembra uno di quei personaggi che si vedono nei filmati di raccordo dei videogiochi di 15 anni fa, tipo Hitman o Mafia. Ha una recitazione renderizzata, se mi si passa l'espressione.

Ecco Tom in versione 16 bit
A proposito di videogames, parecchi anni fa ho avuto un periodo in cui mi sono dedicata appassionatamente a "Driver", gioco in cui bisognava guidare attraverso quattro città americane impersonando un poliziotto infiltrato nella malavita e svolgendo missioni del tipo: prelevare rapinatori di banca subito dopo il colpo e portarli nel loro covo, inseguire individui sospetti, consegnare macchine senza scassarle, fare acrobazie per spaventare passeggeri e convincerli a cantare ecc. Non sono mai riuscita a superare l'ultimo livello, era veramente impossibile.

Una della quattro città era proprio Los Angeles ed era l'unica città in cui le missioni erano tutte notturne. Questa cosa un po' mi scocciava perché la visibilità non era tanto buona, dovevo sempre aumentare la luminosità dello schermo.

Per motivi analoghi non vado pazza neanche per le scene notturne dei film. Spesso sono troppo scure e si vede poco e niente, oppure i personaggi sono illuminati con qualche luciaccia troppo forte. I colori, poi, sono inesistenti. Per non parlare delle scene notturne che facevano una volta: girate di giorno, in pieno sole, e poi scurite tramite filtri. Insomma, non è neanche tanto facile.

Per cui questo film, ambientato tutto di notte e con moltissime scene girate in macchina, aveva buone probabilità di essere visivamente banale e monotono. Invece, niente di tutto questo! Le immagini sono in gran parte girate con videocamera digitale e quindi più sensibile alla luce per cui, anche nelle scene in macchina, fuori dai finestrini non si vede una generica oscurità con qualche sprazzo di anonima luce. Si vede scorrere Los Angeles e le sue luci multicolori, le sue ciminiere fumanti, le sue palme che si stagliano nel cielo rossastro.

In questo post dicevo di come, in quel film, New York era quasi una protagonista. Similmente, in "Collateral" è Los Angeles a diventare una ambientazione reale e tangibile, non è solo un indefinito sfondo in cui si svolge la storia. Grattacieli, superstrade, bassifondi sono splendidamente fotografati e montati con un ritmo che permette di apprezzare ogni fotogramma. Riflessi, raggi di luce verdastri o aranciati, macchie di colore, bagliori tremolanti, fasci luminosi, penombre...Si vede che sono entusiasta?

Los Angeles è quasi tutta "piatta" tranne la downtown in cui ci sono un po' di grattacieli. Negli ultimi anni ci hanno preso la mano e i grattacieli spuntano fuori come funghi. Ecco come si presenta nel film la downtown vista dalla Harbor Freeway:

Downtown nel 2004 circa

Ed ecco la street view di Google dello stesso punto circa (da un po' più indietro per far vedere meglio il panorama), 3 anni dopo:

Downtown nel 2007

Ed ecco come si presenta ora:

Downtown 2017
Quasi irriconoscibile. Preferivo com'era prima.

Bene, era un pezzo che non parlavo bene di un film e finalmente ne consiglio uno: guardatelo! D'altronde il regista è Michael Mann, mica il primo che passa.

Un ultimo cenno sulla locandina. Sono un po' perplessa per il fatto che di Jamie Foxx non ci sia traccia, credo sia lui il protagonista principale ma è anche vero che all'epoca Cruise era senz'altro più famoso (e probabilmente lo è ancora). Comunque Foxx si sarà certamente consolato perché nello stesso anno ha ricevuto la nomination all'Oscar come attore non protagonista proprio per questo film e ha vinto la statuetta come attore protagonista in "Ray".

Alla prossima!

4 commenti:

  1. Questo l'ho visto, ed è Mann al 100% (stesse atmosfere crepuscolari del remake di Miami Vice!)

    Moz-

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    1. C'è poco da fare, si vede quando il regista non è un pisquano qualsiasi!

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    2. Comunque devo vederlo Miami Vice, lo metto in lista! (Tra l'altro anche Miami era una della città di Driver 1! :-) )

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