lunedì 21 agosto 2017

La grande eclisse

Oggi è il giorno della grande eclisse. Lo sapevate che è stata proprio l'osservazione di una eclisse che ha permesso di dare una dimostrazione empirica della teoria della relatività di Einsten? L'esame fotografico di una eclisse totale ha permesso di verificare che un corpo provoca una curvatura dello spaziotempo, come Einstein aveva affermato.
Qui racconto l'emozionante storia di vari astronomi (tra cui l'inglese Eddington) alle prese con la difficile impresa di osservare e fotografare una eclisse, cento anni fa. In quel post parlo anche del film "Il mio amico Einstein" con Andy Serkis nei panni del famoso fisico e David Tennant nel ruolo di Eddington.

martedì 8 agosto 2017

La domanda del brucaliffo

Chi esser questo? (Attendi un attimo...)

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Nessuno si azzarda a rispondere...solo a me la riposta non era chiara ed evidente?

domenica 6 agosto 2017

Musica dalla contea

Tempo fa ho guardato "Per legittima accusa", thriller abbastanza gradevole dei primi anni '90. Il regista è Sydney Lumet e scusate se è poco. La star principale del film è Don Johnson che all'epoca era un vero sex symbol e infatti in questo film fa il marpione con l'avvocatessa da lui ingaggiata affinché lo difenda dall'accusa di uxoricidio.

Ecco l'imputato casanova che fa lo splendido
nella sua tipica giacca anni '90

Rebecca De Mornay è l'attrice che fa l'avvocatessa e l'apice della sua carriera è stato proprio a cavallo tra gli anni '80 e '90.

Il mio assistito è un gran figo, cedo o non cedo
al suo irresistibile fascino?

Insomma, è il classico legal thriller ambientato tra palazzi di giustizia, aule di tribunale e uffici avvocateschi pieni di scartoffie. Un filmetto che si fa guardare.

Per gran parte del tempo si ode un insistente tema musicale e più lo sentivo e più mi pareva di conoscerlo.

Ma queste note? Questa melodia, dove l'ho già sentita?

Pensa che ti pensa, mi è venuta una illuminazione. Torno indietro fino ai titoli di testa del film e lo vedo lì, quel nome che mi fa capire che ci avevo sentito giusto. 

Il nome è Howard Shore, autore della colonna sonora de "Il signore degli anelli". E infatti uno dei vari temi musicali che si sentono nella trilogia dell'anello è praticamente uguale a quello di questo film. Ti ho beccato, caro Howard a riciclare il tuo stesso lavoro! Ma hai fatto bene a riesumare quel tema perché è più indicato a stare tra hobbit e elfi che non tra avvocati e giudici.

E visto il caldo, un hobbit ora si berrebbe una bella birra ghiacciata e io vado a fare altrettanto!

mercoledì 2 agosto 2017

Enemy

Il film inizia in una specie di sexy club dove l'atmosfera è a metà tra i party di Eyes Wide Shut e la scena in cui Bond si trova nel covo della Spectre. Vari uomini assistono a uno show in cui sono presenti ragni tipo tarantola. I ragni saranno un motivo ricorrente nel film.

La scena si sposta poi sulla vita di un professore di storia un po' cupo, che passa le giornate a insegnare e le nottate a zompare appassionatamente con la bionda fidanzata.
Un bel giorno, su consiglio di un collega, guarda un film e si accorge con sconcerto che tra le comparse ce n'è una somigliante a lui. Molto somigliante a lui, diciamo pure uguale a lui.

La scoperta è un po' scioccante. In effetti, non sareste leggermente inquietati se guardaste, mettiamo, La compagnia dell'anello e sullo schermo comparisse un hobbit che mangia una carota fuori dall'uscio di casa sua e che ha la vostra faccia?

Oppure siete lì, belli tranquilli che vi guardate La La Land, e improvvisamente notate che uno di quei ballerini che saltano allegramente sui tetti delle macchine è uguale a voi! (Nel mio caso, vista la mia inettitudine al ballo, la mia sosia-comparsa pesterebbe i piedi a tutti.)

E non aspettereste con ansia di vedere i titoli di coda, nella speranza di vedere come si chiama quella comparsa, augurandosi che il nome della suddetta non sia nel limbo degli uncredited? Bene, è proprio quello che fa il nostro professore di storia che, una volta apprese le generalità dell'attore identico a lui, non fa troppa difficoltà a scoprire anche il suo indirizzo e il numero di telefono.

Siccome ultimamente i film li vedo in due puntate, è proprio a questo punto che ho interrotto la visione e l'ho ripresa due giorni dopo. Nel mentre, mi sono più volte chiesta come sarebbe proseguita la storia, quale spiegazione sarebbe stata data per motivare la presenza di due persone uguali, sperando inoltre che la storia non andasse alla deriva e si tramutasse in qualche tavanata galattica.

Ecco, se volete sapere come prosegue e va a finire il film, dovete guardarvelo pure voi e scoprirete la spiegazione.

O forse no.

Dopo aver visto l'ultima scena (il finale forse più sorprendente che io abbia mai visto), ho capito che non avevo capito. E allora sono dovuta andare a cercare spiegazioni in rete, dove ho scoperto che il film era oggetto di numerosi dibattiti e discussioni. In molti si chiedevano quale fosse il significato della storia (e qua mi sembra di sentire Peter Sellers nei panni di Wang in Invito a cena con delitto:"Qual è significato di questo?").

Secondo alcuni, IL significato, IL significato di questo è che c'è un'invasione di ultracorpi ma i protagonisti non lo sanno. Sì vabbè, ma nemmeno gli spettatori lo sanno per cui questa mi sembra un'ipotesi troppo balzana.

"Vieni nella mia rete, baby"
fonte immagine: http://it.365psd.com
Secondo altri, il film parla di totalitarismo, cioè di un sistema così invasivo e appiattente da rubare anche la singolarità di una persona. Humm, potrebbe essere ma mi sembra un po' stiracchiata come ipotesi.

Il regista ha dato un suggerimento di lettura, che non dirò per non influenzare la visione, da cui si dipanano comunque tutta una serie di altre possibili interpretazioni.

Un bel casino insomma.

Nei confronti di questo film, nutro dei sentimenti ambivalenti. La particolarità della trama è coinvolgente e anche l'aspetto visivo ha il suo fascino: le tonalità sul giallo/ocra, l'ambientazione in una Toronto che sembra disabitata, con questi palazzoni che incombono sul protagonista. Immagini oniriche e aracnidesche e un sottile senso di tensione.

Da metà film in poi, però, l'impressione è che il ritmo lento serva un po' ad allungare il minutaggio. La trama non è ricchissima di eventi e nemmeno i dialoghi sono molto nutriti per cui certi rallentamenti forse servono per raggiungere i 91 minuti di durata (titoli di coda compresi).